28.3.12

Palais Schaumburg - Palais Schaumburg (1981)




Schau ich dich an.
Gibst du mir steine, geb ich dir sand.
Gibst du mir sasser, rühr ich den kalk.
Wir bauen eine neue stadt. 









La scena Punk e New-Wave di fine anni '70 in Germania prende strade differenti, viene rivisitata sfruttando la musicalità granitica e tagliente della lingua tedesca e crea una nicchia di genere che lo studente Jürgen Krämer, in una fanzine del '77 definì Neue Deutsche Welle





I Palais Schaumburg certamente cavalcarono questa nuova onda tedesca, ma più in profondità. 

Sono in un rave acustico subacqueo, ballano al ritmo di percussioni nevrotiche. 

Spunti jazzy abortiti sul nascere in Morgen wird der Wald gefegt; 

Hat Leben noch Sinn? inizia meravigliosamente kraut, ma dopo 30 secondi entra un charleston che stravolge irrimediabilmente tutto e ti costringe a spegnere la canna appena accesa. 

Deutschland kommt gebräunt zurück è un pezzo proto-dance dadaista post-T.S.O. il che non vuol dire assolutamente un cazzo, ma è l'unica cosa che mi è venuta in mente guardando questo bellissimo video:





Il mio rapporto con le discoteche è sempre stato difficile, direi  pressoché inesistente.

La prima, unica e ultima volta in cui mi sono avvicinato ad una discoteca avevo 13 anni. Ero con il mio primo amore, una ragazzina pluribocciata dalle grandi tette. 
Lei entrò, ma io non riuscii a seguirla perché un gigantesco uomo della security (mi piace ricordarlo così, ma probabilmente era un preadolescente coi baffi) ci separò all'ingresso, e vidi sparire per sempre Manuela e le sue grandi tette tra luci strobo, GALA e orde di ragazzetti poco romantici vestiti meglio di me. 
In quel momento capii che nella vita avrei fatto altro.

Insomma, tutto questo per dire che se in discoteca avessero passato quest'album dei Palais Schaumburg, magari quattro passi fuori tempo li avrei fatti.    

Ah, l'album è stato prodotto da quel genio di David Cunningham.


17.3.12

Lida Husik - Bozo (1991)




"Already making plans of escape
Let's go to Mars
It might be a gas
Sorry for Earth
But you tired too fast"






Eterea, fredda e distaccata. 
Ad una festa nella sua “sweet old DC …before Republicans came” starebbe sicuramente in disparte, a guardare Lynch sotto effetto di droghe, con il suo vestito più sciocco e più bello.





Ascoltando questo disco e sentendo le parole della Husik mi piace pensare che lei faccia parte di quella minoranza stimabile di umanità che ricorda soltanto i particolari più stupidi di eventi condivisi. 
But i remember those hateful hippy girls 
the greatest show on earth. 




Interminabili e ripetitivi cori si intrecciano con tastiere senza dinamica e chitarre galleggianti e sfumate. 




Farmhouse è un dreampop che si tramuta in incubo.

"I passed a farmhouse / lit up in a lonely field. / It's so cold on a winter's road, / farmhouses lit up like gold..."

 Che poi questa amnesia che costringe Lida a farci stare così in ansia sia il risultato di dosi massicce di trip poco importa. 
E' la scioccata più seducente degli ultimi 20 anni. 







9.2.12

Simon Finn - Pass The Distance (1970)

Simon Finn - Pass The Distance (1970)





“I could wait forever 
Yes my love—forever 
 If I was not afraid 
 Bet your cold perfection 
Causes my erection 
 To drift into the shade 
 So I’ll stand here waiting
 By the murky river 
 ‘till I can face you again”







Non è un caso che David Tibet nel 1995, dopo aver ascoltato un bootleg di questo capolavoro di Simon Finn abbia deciso di incontrarlo e di ristampare il disco nel 2004 per la sua etichetta Durtro Jnana Records dopo più di 30 anni dalla sua prima pubblicazione.

L'album ebbe la sfortuna di uscire con una copertina naif troppo simile alla réclame di una famosa marca di scarpe degli anni '50-'60. Questa strana somiglianza provocò delle dispute legali che portarono al ritiro prematuro del disco dagli scaffali dei negozi e di conseguenza cadde nel più assoluto oblio.






Qui dentro c'è il folk acido e psichedelico dei Comus, ma al posto dei cori ci sono slide guitars e flauti, e le percussioni sbilenche somigliano a dei suoni gutturali che accompagnano a tempi alterni il canto sempre cupo e straziante di Finn.






Jerusalem è un urlo disperato, un climax di angoscia e tormento interiore. 

Gesù è un bravo ragazzo che vive di vino e fichi, fa il suo ingresso a Gerusalemme in sella ad un asino malandato e zoppo, e nessuno avrebbe mai potuto immaginare che duemila anni dopo duecento milioni di ipocriti si sarebbero arrogati il diritto di lodare il suo nome.






19.4.11

Love Child - Okay? (1991)

Love Child - Okay? (1991)





I wanna join the Church of Satan
My religion is no fun
I wanna whisper soft and sweetly
Anton you're my only one

La la la la Church of Satan







Will Baum, Rebecca Odes e Alan Licht.

Tre polistrumentisti che si alternano alla batteria/basso/chitarra. 







Una college band che ha avuto poca fortuna e fama, a cavallo dei '90.
Suggestioni Riot grrrl, lo-fi, post-punk/pop-grunge. 

Un album molto variegato in realtà.
 Suonato molto bene. 
Motivi orecchiabili e interessanti.
La chitarra soffre di epilessia. 
Un tipo in una recensione di questo disco ha scritto che la chitarra di Licht raffigura un universo alternativo in cui Eddie Van Halen è in realtà Thurston Moore.
Sono d'accordo con lui. 








Mike Watt quando sentì i Love Child rimase sconvolto.
 E Bob Fay - dice Licht - affermò che dopo aver ascoltato l'album ci fu un terremoto. 

Io non ricordo cosa accadde quando lo ascoltai la prima volta. 
Ma insomma, ne vale la pena. 









12.4.11

Family Fodder - Savoir Faire (1998)

Family Fodder - Savoir Faire (1998)







Mi ero imbattuto nel loro EP del '79 Sunday Girls.
Un delirio di suoni.
Vocine vagamente zappiane.
Una cover di Blondie canticchiata da un bambino e poi in falsetto.
Una felafel version dell'intoccabile Syd

Sono contrario ai The-Best-Of, ma Savoir Faire è un caso particolare. 
I Family Fodder, un collettivo musicale di diversi elementi con un'attività altalenante dal '79 (anno incredibile!) all'83, hanno sperimentato sfornando una serie di pezzi veramente interessanti e a volte molto differenti tra loro. E alcuni di questi pezzi, come Warm -di seguito il video- sono contenuti in questo disco. 








La Gnossienne n°1 di Satie diventa un pezzone dub.
Der Leiermann di Schubert rivive in una versione vagamente dark wave. 







Eh. Si.
Io adoro gli Stereolab





24.3.11

Bruce Haack - Haackula (1978 - 2008)

Bruce Haack - Haackula (1978 - 2008)





"You don't have to be near me to lick my dick"







Bruce Haack, musicista canadese, è noto per i suoi progetti dedicati alla musica per bambini e per l'album capolavoro Electric Lucifer.
Haack, intrippato di sintetizzatori, modulatori di suoni, pedali ed elettrodomestici da devastare e riassemblare è indiscutibilmente uno dei pionieri della musica elettronica.


Haack è l'inventore del Dermatron, detto anche Peopleodian:
uno strumento realizzato riadattando altri dispositivi elettronici. 

Haack con il dermatron suonava la gente. 

Sceglieva uno spettatore e produceva un tono semplicemente toccandolo, creando un circuito tra sé, la macchina e il prescelto.






Haackula è un disco del 1978, un concept album a tema erotico e anti-sistema che ha atteso 30 anni prima di essere pubblicato ufficialmente. 
Un album dai toni cupi e incazzati. 
Haack, per una volta, lascia da parte i suoi trip educativi per l'infanzia e promuove la fellatio come risposta a tutti i mali.



Welcome to second best, my friend / The 'living' part of life is just a blowjob








13.3.11

The Frogs - It's Only Right and Natural (1989)

The Frogs - It's Only Right and Natural (1989)








"I've got a suitcase full of drugs 
I can turn you on
would you like to come along?"









Nel 1988  Jimmy e Dennis Flemion, due fratelli di Milwaukee, avevano già un album omonimo pronto, stampato e distribuito in un migliaio di copie.
Non fu, però, quest'album a suscitare l'interesse della Homestead Records, ma una cassetta che conteneva delle registrazioni eseguite nel soggiorno di casa Flemion, una serie di improvisazioni lo-fi, struggenti canzoncine e deliranti inni all'omosessualità registrati per gioco.


L'album "It's Only Right and Natural" uscì nel 1989. 
In copertina il piccolo Dennis Flemion, con la spilla dell'orgoglio gay ben in vista.









 These are the Finest Queen Boys (I've Ever Seen) sembra avere la magnificenza di una ballata tradizionale inglese, ma recita:

"start by kissing my ass, 
i'll start by rubbing your balls
we'll have a jammy time together one and all
what will we do later on when the butter runs out?"

Il documentario Hell's Bells: The Dangers of Rock 'N' Roll, uscito nel 1989, incluse immancabilmente It's Only Right and Natural tra gli album più dissacranti.


Gli Smashing Pumpkins resero omaggio ai fratelli Flemion(Meet the Frogs) nella loro compilation di video Vieuphoria. 

I Pearl Jam inserirono una cover compleatamente devastata dei Frogs del loro pezzo Rearviewmirror come b-side del singolo Immortality.